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Stagione Teatrale 2007.2008

comune di occhiobello - assessorato alla cultura - regione veneto

associazione culturale arkadis

 

TEATRO COMUNALE DI OCCHIOBELLO

 Direttore artistico Marco Sgarbi

 

 

 

 

 Invito a Teatro – ingresso libero                                             ore 21.15

UBERSCHWEMMUNG 51                                    16 NOVEMBRE 2007

Regia e coreografia di Giacomo Sacenti

56° anniversario dell’Alluvione del Polesine

una produzione Teatro Comunale di Occhiobello / Quinlan

in collaborazione con associazione culturale Arkadis

 

con PuntoZeroDanza, Ferrara_Martina Bosi, Miriam Costa, Laura Pizzirani, Gaia Sabato, Francesca Savorelli

e con ArteDanza, Rovigo_Alessia Incao, Laura Garbin, Romina Portesan, Melissa Marabese, Claudia Cocchi, Enrico Zamariola, Anna Menon, Nabila Zaia

 

 

alluvione 51

 Cinquantasei anni fa, il 14 novembre 1951, il Po rompe gli argini ad Occhiobello. La furia dell’acqua travolge persone, case, animali in una devastazione improvvisa. La stessa acqua che nutre e disseta la terra, lo stesso fiume che è simbolo di vita si trasforma in morte e distruzione nel corso di una sola notte.  Il dualismo dell’acqua, la calma e la ferocia, l’ascolto e il frastuono, la prevedibilità e l’impeto della sua corsa, concedere e pretendere, sono stati i temi principali della nostra ricerca. La compagnia PuntoZero svolge da anni nel territorio un lavoro di ricerca sul movimento, collegata alle istanze della danza contemporanea in un percorso organico di crescita iniziato nel 2000 e tuttora in corso. L’opera che qui presentiamo, costantemente in fase di crescita ed evoluzione, si svolge attraverso le improvvisazioni ed esplorazioni sensoriali delle infinite suggestioni cui rimanda l’idea dell’acqua in tutte le sue forme. Il nostro percorso si dipana dalle impressioni più immediate che scaturiscono dai disastrosi fatti del Polesine fino a liberare la fantasia in un percorso visionario che si allontana dai fatti storici, attraverso la creazione di un immaginario collettivo nato dalla ricerca artistica quotidiana. La coreografia non segue l’ordine cronistorico della vicenda del Polesine, ma cerca di trasporre l’accaduto in un esperienza reale che sia gli artisti che il pubblico vivono, ogni volta, in modo diverso. Il vocabolario della compagnia PuntoZero è fortemente contaminato dal teatrodanza di matrice tedesca; il coreografo e regista Giacomo Sacenti, infatti, dopo gli studi alla Folkwang Hochschule di Essen, ha lavorato per molti anni con diverse realtà artistiche tedesche sviluppando così una propria poetica del movimento. Non il gesto formale o pura esecuzione, ma moti d’animo che trasformano lo spazio e trasmettono emozione

 

 

 

 

 

MARIA MADDALENA                                                                   ore 21.15

con Silvia Pasello                                                   30 NOVEMBRE 2007

Tratto da “Maria Maddalena o della salvezza” di Marguerite Yourcenar

Regia e ideazione spazio scenico: Valentina Capone
Percorso sonoro: Alessandro Rinaldi

Musiche originali di Alessandro Rinaldi e Francesco Tripodi (carlomargot)
Luci Paolo "Pollo" Rodighiero

 

   

maria maddalena

 Dicono che Maria Maddalena fosse la fidanzata dell’apostolo Giovanni, da lui abbandonata per seguire Gesù. Sembra una storia unica. Forse è solo una storia come tante. Sembra quasi una storia della sera, una di quelle a cui ripensi prima di dormire e te la ritrovi nei sogni. È una storia d’amore. Di quell’amore che non si sa bene se sia una vocazione o una malattia, di quello che non si vorrebbe avere addosso perché è come un angelo che pesa sulle spalle. Anche se ti sorride.Anche se dormi in due, anche se il cuore batte e sembra sigillato in un sacchetto. È una storia di luce e di suono. È la storia che si può sentire se ti siedi in un angolo e stai ad aspettare. O se guardi nel vuoto e vai giù anche tu. E comincia la prova. L’ennesima prova. Un po’ di quell’attesa, un po’ di quel vuoto, un po’ di quell’amore.

 

 

 

 

 

 

LA TOSA E LO STORIONE                                                         ore 21.15

monologo tragicomico                                           14 DICEMBRE 2007

scritto e interpretato da Natalino Balasso             

Scenografia di Italo Grassi

 

balasso

  Un uomo e una barca sulla scena. L'uomo aspetta che qualcuno lo trovi, perchè la nebbia nasconde tutto, ed ora è impossibile che qualcuno passi di lì.

Siamo nel delta del Po, l'uomo conosce bene le storie di quei luoghi. E una delle storie più incredibili è proprio quella che ha vissuto lui.

Era l'epoca della pesca dello storione, verso primavera i pescatori si trasferivano sugli scani, preparavano le reti, mettevano a posto le baracche fatte con legno e paglia, aspettando che lo storione si facesse vivo. Pescare uno storione poteva voler dire ripianare i debiti di tutto l'anno.

Come tutte le mattine, nonostante il freddo e la nebbia, il Faìna parte con la sua barca, assieme al suo secondo per cercare lo storione. Tutti partono di mattina presto, quando ancora fa buio, tutti sono insonnoliti. Italo e suo padre stanno per montare in barca, ma scoprono che qualcuno gli ha rubato la rete...

 

 

 

 

 

‘CCELERA!                                                                                   ore 21.15

La piccola storia di un pilota “nordestino”         25 GENNAIO 2008

vissuto e cresciuto nel mito di Gilles Villeneuve     

di e con Maurizio Camilli

 spettacolo vincitore del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” 2005

 

   

ccelera

  'Ccelera! è un elogio, apparentemente incivile, dell’automobile, della velocità e dell’adrenalina. La piccola storia di un pilota “nordestino” vissuto e cresciuto nel mito di Gilles Villeneuve. L’ultima curva di un uomo con la benzina nelle vene.

Con questo monologo, si rivela come autore Maurizio Camilli, attore e danzatore di balletto civile. Ccelera! è il suo primo impegno con la scrittura teatrale e gli è già valso il Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” 2005.

In un Nordest profondo e volutamente imprecisato, un giovane operaio vuole diventare un campione dell’automobilismo, un asso del volante, lavora e vive in un mondo grigio e intanto si allena nelle gare clandestine, per realizzare il suo sogno.

Investe tutta la sua vita in quest’angolo di terra abituata a correre, che da una parte detiene il record di vittime per incidenti stradali, e dall’altra ha sfornato e sforna tra i migliori piloti d’Italia (razza Piave! la chiamavano anni fa).

Quest’ultima curva procede, lenta, lunga, sospesa, in bilico, e ad ogni metro riaffiora un ricordo, un’immagine, una lotta continua di frammenti danzati, parlati, che fanno riemergere, con il cuore in gola, l’amletico dubbio ad ogni nuovo centimetro: accelerare, non accelerare, vivere o morire.

 

 

 

 

 

BRACCIANTI                                                                                 ore 21.15

La memoria che resta                                                8 FEBBRAIO 2008

di e con Enrico Messina, Micaela Sapienza                                                         

 disegno Luci: Francesco Collinelli

 progetto e coordinamento: Enrico Messina, Giovanni Rinaldi, Federico Toni

 liberamente ispirato a

La memoria che resta. Vita quotidiana, mito e storia dei braccianti nel Tavoliere di Puglia

di Giovanni Rinaldi e Paola Sobrero. [I ed. 1981, n.e. Ed. Aramirè, Lecce 2004]

 

  

braccianti

 Braccianti viaggia nel passato, nella fatica di quando si lavorava “da sole a sole”… fino a squarci odierni, a quei nuovi braccianti “a colori”, venuti dalla miseria di altre parti del mondo.

Nello spazio vuoto del palcoscenico poche sedie e, sul fondo, un grande velo bianco dove sono proiettate immagini che prendono vita dai gesti degli interpreti: volti, mani, stalle, strade, campi, vigne, povere stanze dove il ritratto di Giuseppe Di Vittorio, l’uomo che fece della lotta contadina il proprio credo, affianca una grande icona di Cristo. E la terra, quella terra che inghiotte e prosciuga le forze, torna nelle voci, nei racconti, nelle parole dei testimoni di allora.

Un paesaggio umano dal quale emergono gli attori, che da narratori si trasformano in dettagli, in elementi che evocano l’emozione di un mondo, ad aprire la porta della riflessione su quello che siamo, sul passato che ci portiamo denso o negato dentro.

“…Era la stagione delle lotte contadine, dell’occupazione delle terre, della Riforma Agraria. L’entusiasmo e il dolore dello scontro. E subito dopo il sapore amaro di una sconfitta inattesa, perché la riforma era stentata, parziale, stravolta. E la terra ottenuta, tre ettari di pietraie quasi sempre, non bastava; e bisognava partire, andare via. I cortei di contadini a cavallo, fanfare in testa e bandiere in mano, lasciavano un po’ alla volta il posto alle lunghe file di emigranti nelle stazioni. I treni per le fabbriche: Torino, Milano, la Svizzera, la Germania… il paradiso”.

Il teatro, così effimero, si fa carico, di costruire memoria: lo sfruttamento passato che, in altre forme, si ripropone oggi; echi della storia tra paure e ribellioni, durezze, sogni e solidarietà.

 

 

 

 

 

 

UN CUORE SEMPLICE                                                             ore 21.15

di Luca De Bei                                                          21 FEBBRAIO 2008

con Maria Paiato

regia Luca De Bei

Premio ETI – Olimpici del teatro 2007 – miglior interprete femminile di monologo

 

   paiato

 Una partitura “per voce sola” scritta da Luca De Bei,  anche “responsabile” di una regia sobria e pulita e di una trasposizione teatrale rispettosa del racconto flaubertiano, per Maria Paiato.

Al centro della piéce la figura di Felicité, un’esistenza scandita dal lavoro, senza grandi eventi né accadimenti  particolari. “Si alzava all’alba per non perdere la messa”, dice Flaubert, “ e lavorava fino a sera senza fermarsi un istante. Poi, terminata la cena, messe in ordine le stoviglie e sprangata la porta, sepolto il ceppo nel camino con la cenere, si addormentava davanti al focolare con il rosario in mano”. 

Aveva lavorato da sempre, sin da bambina, quando morti i suoi genitori era stata presa da un fattore che l’aveva messa a badare alle mucche in campagna. Una breve e infelice storia d’amore era stata la sua unica parentesi romantica. Una volta assunta come domestica dalla signora Aubain, lì era rimasta per cinquant’anni. La sua intera vita è dedicata agli altri (la sua padrona, i figli di lei, un nipote) alla Chiesa (la cui dottrina Félicité segue con la passione,  l’innocenza e l’ingenuità di una bimba), alla casa, al suo adorato pappagallo Loulou. Vive le gioie e i lutti con la stessa intensità, la stessa muta adesione alle leggi della Natura. Apre il suo cuore a chiunque e, seppur spesso ferita o ingannata, in questa dedizione a ogni essere vivente, Félicité trova la sua ragione di esistere.

Poi, così come ha sempre vissuto sola, termina la sua vita da sola. Si spegne nel suo letto, dopo una malattia dolorosa, molti stenti, un po’ di follia, regalandoci però la fulgida e rara intuizione di un’anima pura, buona, semplice, e infine necessaria.

 

 

 

 

 

 

 

PAOLO CEVOLI SHOW                                                              ore 21.15

di e con Paolo Cevoli                                                       7 MARZO 2008

 

  

cevoli

 Il suo nome è Paolo Cevoli, anche se molti lo conosceranno meglio come Palmiro Cangini, assessore “alle varie ed eventuali”, politico confusionario e afasico che cerca di risolvere i problemi del comune di Roncofritto. Oppure come Teddi Casadey, l'instancabile e innovativo imprenditore di maiali, titolare dell'omonimo "Glorioso Maialificio Casadey”, lider nel settore della maialistica; o ancora come Lothar il sostituto, un "lavoratore" dello spettacolo a paga sindacale mandato da fantomatiche agenzie per sostituire personaggi famosi che non sono potuti intervenire alla serata. Tutti personaggi che dal 2001 ad oggi hanno preso vita sul palcoscenico della trasmissione televisiva Zelig Circus grazie alla fantasia e al carisma di un imprenditore con l’hobby del cabaret. Lo spettacolo proposto trae spunto dal repertorio di Paolo Cevoli, dalle sue esperienze televisive, teatrali e dai suoi libri.

 

 

 

 

 

 

RECITAL                                                                                       ore 21.15

di e con Marco Marzocca                                             14 MARZO 2008

e con Max Paiella e Fabio Ferri

 

  

marzocca

  “Il Bel Paese” non è solo un formaggio, è l’Italia, il nostro paese, un paese veramente bello. Bello perché vario. Questa varietà di identità e di paradossali stranezze viene portata in scena da Marco Marzocca, prendendo di mira, in maniera ironica e scanzonata, tutti i tic, le manie e le contraddizioni di noi italiani servendosi di una galleria di personaggi ormai noti al grande pubblico. Vedremo dunque sfilare un politico improvvisato nei panni de il “Notaio” del Pippo Chennedy Show con lui avremo sempre e solo “Tre Oppzioni” mentre ci proporrà la bozza della Nuova Sana e Robusta costituzione italiana, lasciandosi poi trasportare dai ricordi dei beni tempi andati. Dopo un breve intervallo a cura del nostalgico cantautore Tek che si esibirà in surreali canzoni, arriva finalmente il momento di Ariel, il domestico filippino di Zelig Circus, con le sue maldestre pulizie e i "disastri" che innocentemente è in grado di combinare a casa delle sue vittime! Le caratterizzazioni di Marco riescono a dar vita così ad una movimentata ed esilarante serie di sketches ispirati alla tradizione della comicità italiana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DITELO AI POMPIERI:                                                                ore 21.15

SU UN CUORE IN FIAMME                                             4 APRILE 2008

CI SI ARRAMPICA CON LE CAREZZE                                

di Ugo Dighero, Marco Melloni, Oddo Oddi,Vladimir Majakoskij

con Ugo Dighero

  

  

dighero

 Chi è l’uomo in mutande, canottiera e calzini che entra in scena con sguardo smarrito? Cosa porta nella sua grande valigia? Egli stesso troverà la risponda aprendola davanti ai nostri occhi. Ecco apparire un elegante frac, un microfono ed altro: il kit completo da “fine dicitore”. Il bruco diventa farfalla e assistiamo alla trasformazione del nostro eroe. La tensione sale, l’uomo schiude le labbra, si ode il primo suono, ma qualcosa non va. Il fine dicitore emette fonemi gutturali, non sa ancora controllare il suo strumento. Testardo e determinato prosegue nei suoi tentativi vocali. In questo percorso passerà da un blues eseguito con i gargarismi, allo studio selettivo delle vocali con poesie dal titolo “Amar fa mal alla panza” o “Pornoshop”. Nemmeno intoppi compulsivi quali il pernacchio, il fischio e la raganella fermeranno il fine dicitore. La consapevolezza aumenta e finalmente il protagonista affronta i grandi temi: donne e motori. La maturità è raggiunta e si arriva a parlare della guerra. Resta il cimento più impegnativo dell’arte retorica: le arringhe forensi. Il nostro non si tira indietro e fa vivere un intero processo interpretando contemporaneamente giudice, pubblico ministero, imputato, avvocato difensore e testimone.

Come è stata uccisa Lucy McGrave? Perché l’imputato è il cameriere del tribunale? Perché nel panino del giudice Edward Wallace non ci sono le melanzane? Il ritmo si fa infernale, assistiamo al vortice di personaggi col cuore in gola! Ed ecco la sorpresa finale…

 

 

 

 

 

LA POESIA E LA MEMORIA                                                      ore 21.15

Federico Garcia Lorca e Pablo Neruda                    18 APRILE 2008

Reading di Arnoldo Foà

Chitarra Maurizio Pagliarini

 

 

   

foa

 Arnoldo Foà, classe 1916, rilegge Lorca e Neruda, ricordando il suo importante contributo alla diffusione delle opere dei due grandi poeti nell’Italia degli anni ‘50/’60, attraverso incisioni di dizioni poetiche che riscossero enorme successo (“Il lamento di Ignacio Mejias” vendette più di un milione di copie!).

Poeti della provvisorietà umana e della fugacità dell’istante; ma anche dell’amore, della politica, e della speranza di un mondo migliore.

Condivisero l’esperienza tragica della Guerra civile spagnola, che costò la vita a Federico Garcia Lorca, arrestato e fucilato dalla Guardia civil franchista. Neruda, espulso dal Cile nel 1948 per ragioni politiche, dedicò la sua arte all’America latina e alle popolazioni oppresse, ma poi l’esilio e le delusioni politiche influenzarono la sua svolta intimista.

Più “pubblico” e estroverso Neruda; più intimamente lirico, fortemente legato alle sue origini andaluse Lorca, che dello spirito della sua terra nutrì e intrise la sua poesia.

Il recital è un omaggio all’arte potente e unica dei due grandi poeti, alla tensione costante di mantenere e tramandare la memoria e lo spirito delle genti della loro terra, l’amore, i sogni e le speranze, anche degli umili come i “pellegrini” di Lorca.

La maestria e l’eleganza del chitarrista Maurizio Pagliarini accompagneranno dolcemente questo viaggio nella memoria e nella poesia.

 

 

FUORI STAGIONE

PAOLO CEVOLI SHOW                                    ore 21.15

di e con Paolo Cevoli                           29 APRILE 2008

  cevoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

Un nuovo cartellone per il Teatro Comunale di Occhiobello, arrivato al suo sesto anno di programmazione, grazie all’unione di forze tra Comune ed Associazione Culturale Arkadis, con la direzione artistica di Marco Sgarbi. Dieci gli spettacoli in programma. Il primo “Invito a Teatro”, ad ingresso libero, vede rappresentata per la prima volta una co-produzione dello stesso Teatro Comunale di Occhiobello dal titolo Uberschwemmung 51, (tematica a noi tanto sentita che riguarda l’alluvione del ’51 in Polesine). Uno spettacolo di danza pensato proprio per la spazio del nostro teatro dal coreografo Giacomo Sacenti, reduce dai lunghi anni di studio e di lavoro a Berlino. Nove gli spettacoli in abbonamento. Invariati, rispetto allo scorso anno, i costi d’ingresso in platea (la fascia d’età per la riduzione sui costi per i giovani è stata alzata fino a trent’anni), mentre la galleria ha previsto un lieve aumento del biglietto dovuto al miglioramento delle sedute grazie all’acquisto di comode poltrone. Altri i lavori per la fornitura di strumentazione tecnica previsti in teatro che verranno realizzati prima o durante la programmazione grazie al fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, Carife Spa, Eurovo Srl, L’Affare Srl e Cartografica Europa Srl. Partner ufficiali senza il sostegno dei quali non sarebbe possibile realizzare questa prestigiosa manifestazione.

 

 

abbonamento intera stagione

(9 spettacoli) solo platea € 65, ridotto* € 60

biglietto d’ingresso

platea € 10_ridotto* € 8 – galleria ingresso unico € 8

 *(riduzione giovani fino a 30 anni ed anziani sopra i 65)

 

PREVENDITA

 

Abbonamenti

 

dal 12 al 24 NOVEMBRE 2007 presso l’U.R.P. del Comune di Occhiobello e presso il Teatro Comunale

 

Biglietti

 

spettacoli dinovembre, dicembre e gennaio dal 26 novembre 2007

spettacoli di febbraio dal 25 gennaio 2008 dalle ore 20 presso il Teatro Comunale di Occhiobello

spettacoli di marzo dal 21 febbraio 2008  dalle ore 20 presso il Teatro Comunale di Occhiobello

spettacoli di aprile dal 14 marzo 2008 dalle ore 20 presso il Teatro Comunale di Occhiobello

e nei giorni successivi in orario d'ufficio presso

 

OCCHIOBELLO

U.R.P. (Comune di Occhiobello) 0425.766121

Ufficio I.A.T.  (S. M. Maddalena- Piazza Maggiore) 0425.756299

 

FERRARA (diritti di prevendita 1,60 €):

NANNINI DISCHI (P.zza Trento Trieste, 71) 0532.204610

TABACCHERIA “SEGNALI DI FUMO” (C.so Martiri della Libertà, 73) 0532.205208

ELECTRA SERVICE (Via Putinati, 2/B) 0532.733617

 

VENDITA ON-LINE: http://www.ticketland2000.com/occhiobello

 

BIGLIETTERIE

Comune di Occhiobello u.r.p. da lunedì a venerdì: dalle 8 alle 14 mercoledì dalle 8 alle 13 e dalle 15 alle 18 sabato dalle 8 alle 13 tel. 0425.766121

Teatro Comunale di Occhiobellodal 12 al 15 novembre 2007 dalle 15 alle 19_nei giorni di programmazione dalle 20 sino ad inizio spettacolo ass. cult. arkadis tel. 393.9743086 - 349.4410684

Ufficio I.A.T. S. M. Maddalenadal 26 novembre 2007 mercoledì, giovedì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 12.30 - sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18 tel. 0425.756299

Comune di Occhiobello

Piazza Matteotti, 15 Occhiobello (RO) tel. 0425.766111 www.comune.occhiobello.ro.it

Ufficio I.A.T.

Piazza Maggiore, 1 S. M. Maddalena - Occhiobello (RO) tel. 0425.756299

Teatro Comunale

Via Cavallotti, 32 Occhiobello (RO) e-mail: arkadis@libero.it

Nannini Dischi

P.zza Trento Trieste, 71 - Ferrara tel.0532.204610

Tabaccheria “Segnali di fumo”

C.so Martiri della Libertà, 73 – Ferrara tel. 0532.205208

Electra Service

Via Putinati, 2/B – Ferrara tel. 0532.733617

Vendita On-line: http://www.ticketland2000.com/occhiobello

 



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